sábado, 16 de febrero de 2013

DIVENTARE INCENSO CHE BRUCIA...

UN CHICCO DI INCENSO

C’era una volta un antichissimo albero la cui resina veniva prelevata e poi trasformata, attraverso particolari processi di lavorazione, in chicchi d’incenso molto pregiato. Tra tutti i chicchi ve ne era uno, particolarmente profumato, che si trovava in una bustina, con altri chicchi d’incenso come lui, in un negozio di articoli religiosi. Ogni mattina il chicco d’incenso faceva le sue preghiere in cui volgeva il primo pensiero al Signore affidandogli la sua vita e quella dei suoi compagni. Un giorno accadde che, mentre il chicco d’incenso faceva le sue solite preghiere, la bustina in cui si trovava fu prelevata dallo scaffale e venduta ad un sacerdote. Il chicco d’incenso pensò che stava per avvicinarsi il suo momento. Durante un’adorazione eucaristica l’incenso fu utilizzato dal sacerdote per essere bruciato, ma non toccò ancora a lui. Molti altri chicchi avevano paura, vedendo ciò che accadeva. Il nostro chicco invece non aveva paura: i chicchi d’incenso più anziani gli avevano sempre insegnato che diventare “incenso che brucia” è il momento più importante per la vita di un chicco d’incenso. Così, dopo un po’, anche il nostro chicco d’incenso fu prelevato dalla navetta e posto nel turibolo: avvertì all’inizio un grande calore e piano piano si sentì trasformare; sperimento che quel momento non è la fine di tutto. Il chicco d’incenso si trasformò in fumo profumato e iniziò a volare e ad espandersi nell’aria. Anche prima, nelle sue consuete preghiere, il chicco d’incenso aveva provato lo stesso senso di libertà ed ora, ancora una volta, stava affidando la sua vita a Dio.

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